La Grande Tempesta del 1703

Il 24 novembre 1703 si è verificato l'episodio meteorologico più distruttivo che abbia mai interessato l'Europa nell'ultimo millennio, passato alla storia come la Grande Tempesta.
La costa occidentale della Gran Bretagna venne improvvisamente coinvolta da venti di irripetibile intensità, si stima prossimi o superiori ai cento metri al secondo, ovvero trecentosessanta chilometri l'ora. Le correnti strapparono le coperture dei tetti delle chiese e furono talmente forti che i mulini a vento iniziarono a girare con una tale intensità che le ruote presero fuoco. Mucche e pecore furono sollevate in aria e trasportate per centinaia di metri, in alcuni casi anche chilometri, sorvolando persino le siepi che dividevano i campi.

Anche la costa orientale dell'Inghilterra venne coinvolta da venti talmente intensi che le navi ormeggiate sul Tamigi a Londra vennero spazzate via per tutto il Mare del Nord e vennero poi ritrovate arenate sulle coste svedesi. Non venne mai stilato un bilancio ufficiale delle vittime, ma si stima dalle fonti di archivio che in un giorno solo persero la vita tra le diecimila e le ventimila persone soltanto nelle isole britanniche.

Questo evento fu il primo episodio che spinse gli appassionati di scienze della natura a studiare i fenomeni meteorologici nella speranza di riuscire a prevederli, limitando i danni della loro forza dustruttrice. A questo, si aggiunsero poi ad incentivare gli studi anche i devastanti uragani che ogni anno imperversano nel mar dei Caraibi, ostacolando per diversi mesi all'anno i traffici commerciali con le americhe (tant'è che tra agosto e ottobre le compagnie assicurative si rifiutavano di stipulare polizze a tutela dei marinai e delle merci in transito in quelle zone) e mietendo anche centinaia di vittime ad ogni episodio presso le popolazioni locali.

Ci vollero però almeno altri centocinquanta anni, prima di riuscire ad elaborare una primordiale previsione del tempo, tant'è che ancora nel 1854 quando un deputato affermò alla Camera dei Comuni londinese che presto si sarebbe potuto conoscere addirittura con un giorno di anticipo le condizioni del tempo che ci sarebbero state a Londra, il suo annuncio fu commentato dall'assemblea semplicemente con una risata.

Mi piaceva oggi incominciare la giornata con questi aneddoti su ciò che accadeva in un passato non certo lontano, se guardiamo alla storia dell'umanità nel suo complesso. Pubblico spesso questo genere di riflessioni, perché ritengo sia fondamentale conoscere nel profondo il reale clima del passato, prima di esprimere anche la minima valutazione come si comporti quello attuale. E che sia un'ottima giornata per ciascuno di noi, in compagnia di un tempo sicuramente più tranquillo e rassicurante di quello che abbiamo appena letto!

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