1786: Goethe visita Roma

Il 28 novembre 1786 Johann Wolfgang Goethe si trovava a Roma e annotava sul proprio taccuino:

"Questo tempo bello, soleggiato e mite risulta per me, a fine novembre, una cosa del tutto nuova. Non è certo una novità per i romani, che ne possono godere in tutti gli anni. Passiamo il tempo buono all'aria aperta: dappertutto a Roma si trova modo di ammirare, di imparare e di fare. Ieri tornammo alla Cappella Sistina, poi passammo alle Logge di Raffaello e oso appena dire che non riuscivamo neppure a concentrarvi gli sguardi. Ce ne andammo poi bel bello, sotto un sole fin troppo caldo, fino a Villa Pamphilj, ricca di magnifici giardini, e vi rimanemmo fino al tramonto. Un grande prato, cinto da querce sempreverdi e da alti pini a ombrello, era tutto cosparso di margherite pratelline che volgevano i loro capini al sole. Da qui ebbero inizio le mie contemplazioni botaniche, delle quali vi renderò conto nei giorni a venire".

E tra qualche giorno continueremo insieme a Goethe la nostra ideale "Italienische Reise", ovvero il nostro viaggio in Italia e lo faremo sempre da Roma, dove si fermerà sino a metà febbraio e da dove Goethe ci regalerà numerose altre descrizioni del reale clima di oltre duecentotrenta anni fa nella nostra Penisola, a volte anche corredate dei dati provenienti dalle prime osservazioni meteo condotte con metodo scientifico.

Goethe nella campagna romana (Goethe in der Campagna) di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein