Curiosità sull'Epifania

"A Pasquèta un urèta" recita un noto proverbio, per testimoniare quanto all'Epifania le giornate si siano già sensibilmente allungate rispetto al solstizio d'inverno. In realtà, non abbiamo guadagnato un'oretta di luce, ma soltanto poco più di quindicina di minuti. Tuttavia, questo proverbio testimonia quanto fosse importante per i nostri nonni la luce solare e la stagione che, seppur lentamente, avanza. È bello percepire tutta la voglia che avevano di tornare il più presto possibile a una luminosità più accettabile, che ridonasse lentamente vita alla natura e che permettesse anche di lavorare più a lungo all'aperto.

L'oretta reale di luce complessiva in più arriverà poi a fine gennaio, anche se già a San Sebastiano avremo la percezione di stringerla in pugno (a San Bassan, un'ura 'n man) e poi sarà finalmente conquistata a inizio febbraio quando diremo "a San Bias, un'ura 'n pas" o "a San Bias un'ura e un pass" a seconda delle tradizioni, che in entrambi i casi, vedono come sarà pacifica e conclamata questa conquista, tanto da averla persino superata di un passo (per la precisione, un'ora e otto minuti in più il 3 febbraio qui a Magenta rispetto al solstizio).

Tornando all'Epifania - come sappiamo detta popolarmente anche Pasquetta, perché è tradizione che il sacerdote comunichi proprio oggi il giorno in cui si festeggerà la Pasqua - a partire da oggi guadagneremo circa un minuto e mezzo al giorno complessivo di chiarore diurno, che diventeranno poi due minuti al giorno tra un paio di settimane e tre a partire da metà febbraio.

Giorno dopo giorno sarà davvero emozionante vedere sempre più chiaro al tramonto, con l'ultima luce all'orizzonte che si spingerà già oltre le ore diciotto qui da noi al nordovest. Infine, concludo segnalando che da domani ci lasceremo anche alle spalle il momento meno luminoso dell'anno, quei trenta giorni a cavallo del solstizio invernale iniziati a Sant'Ambrogio con la durata del dì inferiore alle nove ore a Magenta e culminati con le 8 ore e 42 minuti del solstizio, perché proprio da domani torneremo ad avere nove ore piene di luce solare, che diventano poi già dieci ore e un quarto di chiarore se aggiungiamo anche i crepuscoli.