1703: la grande tempesta

Tra il 23 e il 26 novembre 1703 si è verificato l'episodio meteorologico più distruttivo che abbia mai interessato l'Europa, passato alla storia come "la Grande Tempesta" e descritto con dovizia di dettagli da Daniel Defoe l'anno successivo, nel primo vero resoconto storico di un evento meteo.

La costa occidentale della Gran Bretagna in quei giorni venne coinvolta da venti di irripetibile intensità, si stima prossimi o superiori ai cento metri al secondo, ovvero trecentosessanta chilometri l'ora. Le correnti strapparono le coperture dei tetti delle chiese e furono talmente forti che i mulini a vento iniziarono a girare con una tale intensità che le ruote presero fuoco. Mucche e pecore furono sollevate in aria e trasportate per centinaia di metri, in alcuni casi anche chilometri, sorvolando persino le siepi che dividevano i campi.

Anche la costa orientale dell'Inghilterra venne coinvolta da venti talmente intensi che le navi ormeggiate sul Tamigi a Londra vennero spazzate via per tutto il Mare del Nord e vennero poi ritrovate sulle coste svedesi. Non venne mai stilato un bilancio ufficiale delle vittime, ma si stima dalle fonti di archivio che in tre giorni persero la vita tra le quindicimila e le venticinquemila persone, soltanto nelle isole britanniche.

Questo evento fu il primo episodio che spinse gli appassionati di scienze della natura a studiare i fenomeni meteorologici nella speranza di riuscire a prevederli, limitando i danni della loro forza distruttrice. A questo, si aggiunsero poi ad incentivare gli studi anche i devastanti uragani che ogni anno imperversano nel mar dei Caraibi, ostacolando per diversi mesi all'anno i traffici commerciali con le americhe (tant'è che tra agosto e ottobre le compagnie assicurative si rifiutavano di stipulare polizze a tutela dei marinai e delle merci in transito in quelle zone) e mietendo anche centinaia e migliaia di vittime ad ogni episodio presso le popolazioni locali.

Ci vollero però almeno altri centocinquanta anni, prima di riuscire ad elaborare una primordiale previsione del tempo, tant'è che ancora nel 1854 quando un deputato affermò alla Camera dei Comuni londinese che presto si sarebbe potuto conoscere addirittura con un giorno di anticipo le condizioni del tempo che ci sarebbero state a Londra, il suo annuncio fu accolto dall'assemblea con una intensa risata.

Troviamo moltissimi altri racconti come questo nel libro di Peter Moore "La conquista della meteorologia: i pionieri che seppero guardare al futuro" edito per l'Italia da Nutrimenti. Mi piaceva oggi incominciare la giornata con questi aneddoti su ciò che accadeva in un passato non certo lontano, se guardiamo alla storia dell'umanità nel suo complesso. Pubblico spesso questi approfondimenti, perché ritengo sia fondamentale conoscere il reale clima del passato, prima di valutare come si comporta quello attuale.

Grazie per la consueta attenzione e buon proseguimento di giornata!