Temporali: un'approfondimento accurato

A cura di
Marcello Mazzoleni

Oggi parliamo di TEMPORALI e, leggendo, scopriremo il perché di questo approfondimento che potrebbe apparire inusuale a due giorni dal solstizio d'inverno.

Intanto occorre distinguere tra due tipologie di temporali: quelli convettivi, tipici del periodo tra aprile e ottobre, da quelli frontali, che si possono sviluppare in ogni giorno dell'anno, anche in pieno inverno. Partiamo da quelli convettivi, che nascono per il sollevamento, dal terreno riscaldato dal sole, di aria calda che raffreddandosi se c'è sufficiente umidità in quota si condensa formando un cumulo. Quando l'atmosfera è instabile, per la presenza di aria fredda in quota o per altre circostanze, il cumulo si accresce e genera il cumulonembo temporalesco che tutti conosciamo. Di norma tali fenomeni qui da noi si originano fra tardo pomeriggio, sera e notte nei mesi tra aprile e ottobre.

Diversa è invece l'origine dei temporali frontali: in pratica quando in una perturbazione è presente un fronte freddo al seguito di quello caldo, si sviluppano i cumulonembi: ciò può avvenire in ogni giorno dell'anno, visto che le leggi della fisica valgono sempre e dovunque. In pratica, l'aria fredda si incunea sotto quella calda e la solleva rapidamente. Con il sollevamento l'aria si raffredda a contatto con strati via via più freddi e così il vapore acqueo che contiene, una volta raggiunto il punto di rugiada, condensa e sviluppa una nuvola temporalesca.

Ne parliamo oggi, proprio perché tra il pomeriggio e la serata di domani, venerdì 20 dicembre, qui al nordovest transiterà un fronte freddo al seguito di quello caldo dei giorni scorsi e localmente potremo udire qualche colpo di tuono e vedere qualche fulminazione. Si tratterà di fenomeni che si genereranno sul mar Ligure e che poi valicheranno l'Appennino, infatti saranno più frequenti tra alessandrino, Lomellina, Oltrepò, pavese, piacentino e qua e là qualche episodio ci sarà anche qui tra Novara, Varese e Milano. In ogni caso saranno tuoni e brontolii sommessi tra le nubi e le piogge, tipici dei temporali frontali.

A proposito, ricordo che la scarica elettrica nel caso di temporali frontali si genera per la differenza di potenziale tra le nubi e molto più raramente tra le nubi e il suolo, come invece avviene per i temporali convettivi. L'attività luminosa connessa alla scarica è detta lampo, mentre lo spostamento nello spazio del canale ionizzato in seguito alla scarica elettrica genera un'onda d'urto detta tuono. Si percepisce sempre il lampo prima di udire il tuono, poiché il suono viaggia a velocità di diversi ordini di grandezza inferiori a quella della luce (non c'è paragone tra gli 0,34 km/s del tuono e i 300.000 km/s del lampo).

Tornando a noi, se domani udiremo dei tuoni e vedremo dei lampi, non sarà colpa del clima impazzito, delle attività umane, del non ci sono più le mezze stagioni o del chissà cosa altro, ma semplicemente di temporali frontali che rispondono a precise leggi della fisica, le quali valgono in ogni giorno dell'anno e in ogni punto del pianeta: anche in pianura padana, al 20 dicembre. Mi auguro di aver contribuito a fare chiarezza su una delle tante curiosità che governano il tempo di ogni giorno per conoscerlo sempre meglio e, a proposito, che sia un'ottima giornata per ciascuno di noi!