Goethe: 20 febbraio 1787

"siamo arrivati qui di buon'ora. Al mattino le nuvole si diradarono e si affacciò l'azzurro, così che il sole splendette sul nostro cammino. Dopo che a Genzano avevamo sostato in un parco di proprietà del principe Chigi, attraversammo Albano e dai colli scorgemmo le paludi pontine, il mare e le isole illuminate dal sole.

Scorgemmo inoltre lungo la via una nuova vegetazione: le foglie larghe e grasse dei fichidindia sporgevano in mezzo ai bassi mirti color verde grigio, sotto i melograni verdi e gialli, tra il verde smorto dei rami degli ulivi. Narcisi e adonidi fiorivano sui prati. Ovunque dagli alberi pendono le arance, i seminati di grano sono già tutti in crescita rigogliosa. Per oggi basta, perdonate la fretta della mia penna, sarebbero troppe le situazioni da raccontare. Siamo arrivati qui allo scender della sera, ed è tempo di cercar riposo".

Così scriveva nel proprio taccuino la sera del 20 febbraio 1787 Johann Wolfgang Goethe, mentre si trovava a Velletri, durante la propria Italienische Reise, ovvero il suo viaggio in Italia, che lo stava portando verso le regioni meridionali della penisola. Torneremo spesso a viaggiare con lui nei prossimi giorni e lo faremo da Napoli, dove ci regalerà ancora altre descrizioni del reale clima di oltre duecentotrenta anni fa nella nostra Penisola. Intanto, come sempre, grazie per l'attenzione che stiamo dedicando a questo esperimento meteo-letterario e... che sia un'ottima giornata per ciascuno di noi!