Goethe in Italia: soggiorno a Napoli

"il principe von Waldeck risiede a Napoli da tempo e ci invitò ad accompagnarlo in una gita a Pozzuoli e dintorni. L'escursione mi ha regalato diletto e giovamento, grazie al tempo splendido. Riflettei sul paradosso che sotto al sole più caldo e circondati dal cielo più limpido, si trova il suolo più infido. Macerie sinistre di inconcepibile opulenza, acque ribollenti, crepacci esalanti zolfo, montagne di scorie ribelli a ogni vegetazione, spazi aridi e desolati.

Ed eccoci così rimbalzati a riflettere tra la difficile convivenza che sussiste fra le manifestazioni della natura e la vita dei popoli. Ci si sente impari a trarre giudizi al riguardo. Attualmente non si ha sentore di terremoti nell'Italia del Sud, a settentrione, invece, Rimini e le zone circostanti hanno subìto molti danni. La natura è sempre un fenomeno bizzarro e capriccioso: pensiamo alle devastazioni portate dal vento e dalle intemperie, oppure dalla siccità e dagli incendi, come mi scrivete essere avvenuti in Turingia nelle passate settimane.

Questo turbine di riflessioni sul severo destino dei popoli sottomessi alle bizzarrie della natura non mi ha tuttavia impedito di prendere qualche schizzo dal vivo di questi luoghi sublimi. Mi fermo qui: per oggi non saprei aggiungere nemmeno una parola".

Così scriveva nel proprio taccuino la sera di sabato 3 marzo 1787 Johann Wolfgang Goethe mentre si trovava a Napoli, dove si fermerà ancora per un paio di settimane in una tappa della propria Italienische Reise, ovvero del suo viaggio in Italia. Torneremo spesso a viaggiare con lui nei prossimi giorni e lo faremo sempre da Napoli e dai suoi dintorni, da dove ci regalerà ancora altre descrizioni del reale clima di oltre duecentotrenta anni fa nella nostra Penisola. Intanto, come sempre, grazie per l'attenzione che stiamo dedicando a questo esperimento meteo-letterario e... che sia un'ottima giornata per ciascuno di noi!